Lettera dell'AEPL "Intelligenza artificiale e valori umani fondamentali".
Pubblicato il 17/11/2023Caro correlatore dell’AI-ACT,
Caro onorevole Tudorache, membro del Parlamento europeo,
Noi sottoscritti, Guy T’hooft e Joël De Decker, desideriamo ringraziarvi per le risposte molto chiare che avete fornito in occasione della conferenza «Bridging the Gap: Artificial Intelligence and Fundamental Human Values», tenutasi il 15 novembre 2023 presso la biblioteca del Parlamento europeo.
Poiché il tempo a disposizione dei partecipanti è molto breve, vi scriviamo per fornirvi il testo integrale del nostro intervento. Vi saremo grati per qualsiasi commento.
Dichiarazione dell’Associazione europea per il libero pensiero (AEPL)
Alla fine del 2019, l’AEPL ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea, in cui affermava in particolare:
«La vostra visione europea dell’intelligenza artificiale, che attribuisce la priorità all’etica, ha suscitato tutto il nostro interesse… Sosteniamo pienamente gli obiettivi descritti nelle «Linee guida etiche per un’intelligenza artificiale affidabile» pubblicate nella primavera del 2020, a seguito dei lavori del gruppo di esperti di alto livello istituito dalla Commissione europea.»
Tuttavia, ci preoccupa una recente pubblicazione di un gruppo di interesse che sostiene la seguente tesi: «L’Europa resterà indietro se si concentrerà sull’etica e non seguirà lo sviluppo dell’IA». L’AEPL ritiene che tale argomentazione non sia nell’interesse dei cittadini europei, che sono preoccupati per i propri valori etici, in particolare i diritti umani.
La visione europea dell«»etica fin dalla concezione» conferma un approccio ex ante che consente di fissare obiettivi etici prima della ricerca e dello sviluppo tecnologico, e non a posteriori.
Nel quadro normativo dell'intelligenza artificiale, l'Europa deve portare avanti quanto ha realizzato in materia di protezione dei dati personali: essere un modello esemplare per il resto del mondo.
Constatiamo che il Parlamento è particolarmente attento alla questione del riconoscimento facciale, che intende vietare completamente. Ma in questo caso, come in altre applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, non è l’algoritmo in sé a essere pericoloso, bensì il modo in cui viene utilizzato.
Il riconoscimento facciale alla cinese, con la sua etichettatura sociale, dovrebbe essere completamente vietato nell’UE poiché è in contrasto con i suoi valori. Ma il riconoscimento facciale sulle nostre fotocamere, che aziona l’otturatore al momento dello scatto, non ha nulla a che vedere con i valori dell’Unione europea.
Infine, vorremmo esprimere il nostro forte sostegno ai tre punti seguenti:
1) L’intelligenza artificiale si caratterizza per il fatto che, per sua stessa natura, può sempre commettere errori, da cui derivano i problemi etici legati al suo utilizzo. È quindi importante che le diverse versioni dell’AI-ACT vengano continuamente aggiornate per tenere conto dei rapidi cambiamenti tecnologici nel campo dell’IA e dell’evoluzione dell’opinione pubblica.
2) Il peggior risultato possibile sarebbe la mancata conclusione di un accordo interistituzionale, il che comporterebbe il fallimento dell’AI-ACT. I cittadini europei si aspettano un patto sociale che risponda alle loro paure, fondate o immaginarie, riguardo all’intelligenza artificiale.
3) Come avete giustamente sottolineato, l’educazione dell«»uomo nel ciclo» riveste un’importanza fondamentale.
Siamo a vostra disposizione per qualsiasi ulteriore informazione desideriate richiederci.
La prego di accettare, Signor Presidente, i miei più distinti saluti.
Joël DE DECKER Guy T'HOOFT
Amministratore dell’AEPL Presidente dell’AEPL
Responsabile del gruppo AI dell’AEPL























