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Difesa europea - Stati Uniti d'Europa - Appello al Primo Ministro del Lussemburgo

Pubblicato il 01/02/2025

– PRESA DI POSIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEL PENSIERO LIBERO –

Signor Primo Ministro,

Il contesto attuale richiede una riflessione su una nuova strategia in materia di Difesa e della sovranità dell'UE, che passerebbe attraverso la costituzione degli Stati Uniti d'Europa.

Il presidente finlandese Stubb non ha esitato ad affermare che «le vacanze della Storia sono finite», mentre il primo ministro polacco Tusk ha avvertito che «se l’Europa vuole sopravvivere, deve armarsi».

È ora che l’Europa si doti dei mezzi necessari per dissuadere il presidente russo dall’aggredirci (Bussola Strategica 2030). «Anche se non siamo in guerra, non siamo nemmeno in pace», ha avvertito il primo ministro svedese Kristersson. Constatiamo che gli atti di «guerra ibrida» si stanno moltiplicando (danni ai cavi sottomarini di telecomunicazione e di alimentazione nel Mar Baltico).

L'UE sembra non aver compreso appieno l'aggravarsi delle minacce provenienti, in particolare, dall'Est a partire dal 24 febbraio 2022. Dato che l’UE è un’associazione di Stati «insufficientemente uniti», è priva di reali capacità militari e quindi di peso in materia geopolitica.

L'ex presidente finlandese Niinistö sottolinea che, per quanto riguarda Difesa «Insieme siamo più sicuri». Tuttavia, Letta e Draghi mettono in evidenza, in modo schiacciante, il declino industriale, economico e finanziario delle nostre forze armate. Essi non consentono né di dissuadere la Russia, né di opporsi alla volontà, espressa più volte dal nuovo presidente americano, di appropriarsi con la forza della Groenlandia[1] che è associato all'UE.

È urgente garantire la sicurezza dell'Europa per affrancarci dagli Stati Uniti e creare una nostra architettura di difesa, pur mantenendo rapporti privilegiati con la NATO.

In ogni caso, sarebbe opportuno dotarsi di:

  1. di un'industria militare europea (il 601% dell'arsenale europeo proviene dagli Stati Uniti) che registra un ritardo, ad esempio, nel settore dei droni, il cui interesse è innegabile
  2. un esercito europeo di professionisti, sostenuto da una politica di coscrizione negli Stati membri, finalizzata a una formazione militare di breve durata, sia per i giovani uomini che per le giovani donne
  3. di risorse finanziarie attraverso l'aumento dei bilanci della difesa degli Stati membri, come previsto da Polonia, Finlandia ed Estonia, che hanno già superato i 3%.

Infatti, secondo Tusk, non bisogna sottovalutare l’appello a favore di un obiettivo di 5%. Secondo la sig.ra von der Leyen, il fabbisogno in Europa è stimato a 500 miliardi di euro nel prossimo decennio per mettere in comune le risorse di difesa ed effettuare ordini collettivi, come l’UE ha già fatto per il Covid e per il debito.

La prospettiva di costituzione di’Stati Stati Uniti d'Europa garantirebbe molto meglio la sicurezza e la difesa dell’Europa piuttosto che continuare a fare affidamento sulla NATO, che dipende dalla buona volontà delle autorità statunitensi, o sulla PSDC, che è priva di quel comando politico-militare unico indispensabile per un’attuazione efficace ed efficiente delle capacità militari. La creazione di uno Stato federale europeo, annunciata il 9 maggio 1950 da Schumann, ma mai realizzata, è la condizione condizione imprescindibile di una difesa europea.

Ci sembra che lei ne sia consapevole. Il 4 novembre 2024 ha tenuto a Natolin la lezione inaugurale del Collegio d’Europa[2] in cui avete affrontato, in particolare, la questione della difesa europea, ritenendo che sia necessario iniziare a riflettere su un esercito europeo e che sia possibile procedere passo dopo passo verso un « coalizione dei volenterosi ".

Le coalizioni di Stati, le associazioni di Stati e le confederazioni riuniscono solo volontà disparate e mutevoli. Non consentono all’interesse generale di prevalere sugli interessi particolari. Uno Stato realizza fin dall’inizio l’unità di comando politico-militare, che conferisce la capacità di valutare la situazione, decidere e agire di conseguenza, per tutto il tempo necessario, nel più ampio spettro possibile.

L'ideale sarebbe che il Lussemburgo assuma la guida di questa coalizione che avete preso in considerazione a Natolin e che incoraggia, in una prima fase, alcuni «piccoli» Stati membri della NATO e dell’UE a unirsi. Ne basterebbero due per avviare il processo. Il Lussemburgo non può essere sospettato di imperialismo; è l’unico dei «piccoli» Stati a disporre di risorse di bilancio significative e persino di capacità militari come l’A400M e i satelliti di telecomunicazione.

Come nel caso dello spazio Schengen e dell'area dell'euro, questo nucleo attirerebbe altri Stati. In questo modo, l'Europa tornerebbe gradualmente ad essere ambiziosa, orgogliosa, sovrana e rispettata.

La ringraziamo per l'attenzione che vorrà riservare alla nostra proposta e La preghiamo di accettare, Signor Primo Ministro, i nostri più distinti saluti.

A nome del Consiglio di amministrazione dell'AEPL,

Claude Rivière, Amministratore

Guy T’hooft, Presidente

[1]Vedi https://www.lemonde.fr/international/article/2025/01/17/groenland-la-crise-diplomatique-s-intensifie-entre-le-danemark-et-la-future-administration-trump_6503143_3210.html.

[2]Vedi https://gouvernement.lu/en/actualites/toutes_actualites/communiques/2024/11-novembre/04-frieden-discours-college-europe.html.

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