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Il nuovo paesaggio europeo - Parte II

Pubblicato il 25/10/2024

Quale Europa per il prossimo quinquennio 2024-2029? Parte II

La Commissione europea.

È naturalmente nell’ambito di questo programma strategico che si inseriscono gli orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024–2029,  nel discorso intitolato «La scelta dell’Europa» con cui Ursula von der Leyen si è presentata al voto dei deputati europei a Strasburgo lo scorso 18 luglio. Con 401 voti a favore su 720, ovvero 40 in più rispetto alla maggioranza assoluta, è stata eletta con un margine più ampio rispetto al 2019, quando aveva ottenuto solo 9 voti di vantaggio. Sebbene il voto fosse segreto, si può ipotizzare che abbiano votato contro di lei: i Patrioti di Jordan Bardella, l’Europa delle nazioni sovrane (Orbán),i 33 senza appartenenza politica (l’estrema destra) e la destra radicale dei conservatori e dei riformatori (ECR della signora Meloni), ai quali si aggiunge l’estrema sinistra «The Left» di Manon Aubry. Se ne deduce che alcuni deputati dell’attuale maggioranza non abbiano votato a suo favore, quindi tra i gruppi: i socialdemocratici (S&D), i centristi di Renaissance e il PPE, il suo gruppo politico, ai quali si sono uniti la maggior parte dei deputati dei Verdi.

Rispetto ai suoi concorrenti, che erano nettamente più a destra (i primi ministri croato e greco), Ursula von der Leyen appare come la più centrista in un contesto in cui il Parlamento europeo si è nettamente spostato a destra, se non addirittura oltre.

Si è impegnata ad attuare il pacchetto «Asilo e migrazione» recentemente adottato (ma già messo in discussione da diversi paesi) e non ha rinunciato al «Green Deal»,  e ha compiuto un gesto a favore dell’industria automobilistica tedesca (carburante sintetico non inquinante dopo il 2035 per i motori a combustione interna).

I deputati hanno così voluto evitare che la destituzione della presidente uscente aggiungesse un ulteriore elemento di instabilità all'attuale contesto geopolitico internazionale ed economico, che rischia di aggravarsi ulteriormente con le elezioni americane e i conflitti in corso.

I punti salienti delle sue linee guida sono i seguenti:

  1. Un nuovo piano per la prosperità e la competitività sostenibili dell’Europa (agevolare l’attività delle imprese; promuovere un’industria pulita; migliorare l’unicità e la resilienza della nostra economia; stimolare la produttività attraverso la diffusione delle tecnologie digitali; porre la ricerca e l’innovazione al centro della nostra economia; decuplicare gli investimenti; ovviare alla carenza di competenze e di manodopera)
  2. Una nuova era per la difesa e la sicurezza europea (rendere l’Unione europea della difesa una realtà; una strategia dell’Unione per la preparazione alle crisi; un’Europa più sicura e meglio protetta; frontiere comuni rafforzate; agire in modo equo e risoluto in materia di migrazione)
  3. Sostenere le persone e rafforzare le nostre società e il nostro modello sociale (l’equità sociale in un’economia moderna; ripristinare l’unità della nostra società, sostenere i nostri giovani; un’unione dell’uguaglianza)
  4. Preservare la nostra qualità di vita (sicurezza alimentare, acqua e natura, adattamento e preparazione ai cambiamenti climatici e solidarietà in questo ambito)
  5. Proteggere la nostra democrazia, difendere i nostri valori (rafforzare lo Stato di diritto; porre i cittadini al centro della nostra democrazia)
  6. L’Europa nel mondo: sfruttare il nostro potere e le nostre alleanze; l’allargamento come imperativo geopolitico; un approccio più strategico nei confronti dei nostri paesi vicini; una nuova politica economica estera; ridefinire il multilateralismo per il mondo di oggi)
  7. Raggiungere insieme gli obiettivi e preparare la nostra Unione per il futuro (un nuovo bilancio all’altezza delle nostre ambizioni; un programma di riforme ambizioso per l’Europa; agire in collaborazione con il Parlamento europeo).

La composizione del suo collegio dei commissari è stata più complessa rispetto all’ultima volta: infatti la signora von der Leyen aveva nuovamente cercato di garantire un equilibrio tra uomini e donne e aveva quindi chiesto agli Stati membri di presentare due candidature – nei casi in cui l’attuale commissario non fosse stato riconfermato. Purtroppo, pochi Stati membri hanno assecondato questa richiesta, pur essendo stata insistente. Il collegio che ne è risultato – che ovviamente deve ancora essere approvato, candidato per candidato e poi nell’insieme, dalle commissioni competenti del Parlamento europeo – è quindi composto da 11 donne, tra cui la presidente e quattro vicepresidenti, e 16 uomini, tra cui due vicepresidenti, per un totale di 40 donne, contro le 22 proposte dagli Stati membri. Solo 6 erano già membri della commissione; 21 sono quindi nuovi candidati.

Va inoltre sottolineato uno squilibrio politico tra il peso dei gruppi politici emersi dalle elezioni e il numero di candidati commissari appartenenti a ciascuno di essi: 12 candidati commissari sono cristiano-democratici, come la Presidente. Certo, il PPE è risultato primo alle elezioni, ma ci sono solo 4 candidati del gruppo S&D, che pure è arrivato secondo, 5 liberali di Renew, che ora occupano il quinto posto nell’Aula, 4 indipendenti e persino il candidato italiano del gruppo CRE della signora Meloni, di estrema destra «moderata», che erediterebbe il portafoglio della coesione e delle riforme, ovvero dei fondi strutturali europei. Il cordone sanitario è saltato! Proprio come al Parlamento europeo per questo gruppo.

Nel complesso, si assiste a una forte svolta a destra della Commissione.

Ma sono ovviamente i contenuti dei portafogli loro assegnati ad avere maggiore rilevanza.

Per quanto riguarda le vicepresidenze:

Come prima vicepresidente, l’estone Kaja Kallas, proposta dal Consiglio europeo per ricoprire la carica di Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Il secondo vicepresidente Stéphane Séjourné, che ha ricoperto per un breve periodo la carica di ministro francese per l’Europa e gli Affari esteri nel governo Attal, è il sostituto dell’ultimo minuto di Thierry Breton, che la signora von der Leyen non voleva più.  La Francia, che ha acconsentito, ha ottenuto un vicepresidente in cambio della rinuncia al proprio commissario uscente, Thierry Breton. Quest’ultimo è stato designato per il portafoglio della Prosperità e della Strategia industriale.

La Spagna ottiene un seggio di vicepresidente assegnato alla signora Teresa Ribera, finora numero due del governo spagnolo, che sarà incaricata della transizione verso un’economia pulita, equa e competitiva.

La Finlandia avrà una vicepresidente incaricata della sovranità tecnologica, della sicurezza e della democrazia.

La rumena si occuperà del personale, delle competenze e dello stato di preparazione

Il 6th Il vicepresidente sarà l'italiano R. Fitto (che faceva parte del governo italiano) e sarà incaricato del ricco portafoglio della coesione e delle riforme, il secondo più consistente in termini di dotazione nel bilancio europeo.

Per quanto riguarda i commissari, va innanzitutto segnalato il commissario il lituano A. Kubilius che sarà incaricato di occuparsi dell'importantissimo dossier relativo alla della difesa e dello spazio. Dovrà coordinarsi con la vicepresidente estone Kaja Kallas.

Per quanto riguarda l’Austria, il suo candidato Magnus Brunner dovrà concentrarsi sull’attuazione del accordo su  l'asilo e la migrazione, il che risulterà complicato, visto il risultato delle ultime elezioni austriache, fortemente influenzato dall'estrema destra ostile a questo patto.

La commissaria croata sarà la prima a occuparsi del nuovo portafoglio per la Mediterraneo. Il danese sarà il primo commissario al alloggio, nuovo portafoglio e dell'energia. Il commissario ungherese si occuperà della salute e benessere degli animali. Pur essendo vicino a Orbán, non è membro del suo partito.

L'irlandese si occuperà del portafoglio della democrazia, della giustizia e dello Stato di diritto, che in precedenza era di competenza del commissario belga Reynders. La rappresentante belga è la signora Hadja Lahbib, responsabile degli aiuti umanitari e delle crisi. Il lettone V. Dombrowski ottiene il suo terzo mandato l'economia e la produttività.

Il lussemburghese C. Hansen avrà il compito di dell'agricoltura e dell'alimentazione ; il maltese si occuperà della cultura giovanile e dello sport, nonché dell’equità intergenerazionale; l’olandese si occuperà del cambiamento climatico, della neutralità carbonica e della crescita pulita; l’importantissimo portafoglio da bilancio, della lotta contro le frodi e dell'amministrazione spetta a polacco, Piotr Serafin : dovrà in particolare preparare il bilancio a lungo termine, il quadro finanziario pluriennale di 7 anni; la portoghese Albuquerque si occuperà dell’importantissimo portafoglio dei servizi finanziari nel settore del risparmio e degli investimenti ; il ceco responsabile delle collaborazioni internazionali; lo slovacco Marco Sefkovic, al suo quarto mandato, si occuperà questa volta del commercio e sicurezza economica ; la slovena responsabile per l’allargamento e il vicinato orientale e infine la svedese responsabile per l'ambiente , della resilienza idrica e di un’economia circolare competitiva.

Come si può vedere, i «piccoli» paesi, in particolare quelli baltici, ricevono dotazioni di bilancio estremamente consistenti per contrastare la Russia attraverso il sostegno all’Ucraina. Anche i grandi paesi, come Francia, Spagna e Polonia, sono ben rappresentati. Si sta verificando una sorta di riequilibrio tra nord e sud e, soprattutto, tra ovest ed est.

Le audizioni dei commissari si terranno nel mese di novembre. Si prevede che, durante la sessione parlamentare dal 16 al 19 dicembre, l’intero collegio sarà sottoposto al voto del Parlamento europeo e che la nuova Commissione potrebbe entrare in carica il 1er gennaio del prossimo anno. Le esperienze passate dimostrano che il Parlamento non esita a respingere l’una o l’altra candidatura. Ciò potrebbe verificarsi anche quest’anno con la candidatura italiana di Fitto, esponente dell’estrema destra di Meloni.

Conclusioni provvisorie

Purtroppo bisogna constatare l’ascesa dell’estrema destra in tutte le istituzioni. Ciò è certamente in linea con l’evoluzione dell’opinione pubblica nella maggior parte degli Stati membri, ma bisogna continuare a lottare contro questi estremismi prima che sia troppo tardi. L’obiettivo di questi movimenti estremisti, infatti, è quello di sostituire la ricerca di una sovranità europea con il ripristino di molteplici sovranità nazionali, chiudendo le nostre frontiere e indicando i migranti, e talvolta semplicemente «l’altro», come capri espiatori. La nostra casa comune rischia quindi di crollare e sarà troppo tardi per constatare, come sta dolorosamente facendo il Regno Unito, che separatamente gli Stati europei non hanno più grande peso sulla scena mondiale, e che solo uniti potremo preservare il nostro stile di vita europeo e i valori della democrazia e dello Stato di diritto.

Eric PARADIS

 

 

 

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