{"id":568,"date":"2021-01-01T07:01:26","date_gmt":"2021-01-01T06:01:26","guid":{"rendered":"https:\/\/aepl.eu\/?p=568"},"modified":"2024-10-25T10:54:26","modified_gmt":"2024-10-25T08:54:26","slug":"rapporto-aepl-religione-e-politiche-esterne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aepl.eu\/it\/rapporto-aepl-religione-e-politiche-esterne\/","title":{"rendered":"Rapporto AEPL \"La religione e le politiche esterne dell'UE"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La religion et les politiques ext\u00e9rieures de l&rsquo;UE.\u00a0<\/strong>Un'analisi critica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Sintesi.<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>L'Associazione Europea del Libero Pensiero ha preso atto con interesse del documento elaborato dal Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo sui legami tra le politiche esterne dell'Unione Europea e la religione.<\/li>\n<li>Tuttavia, in qualit\u00e0 di partner non professionali nel dialogo istituito dall'articolo 17 del TFUE, non possiamo approvare senza riserve l'analisi che ci \u00e8 stata presentata.<\/li>\n<li>Riteniamo che il documento, redatto a nome di un'istituzione che dovrebbe preoccuparsi di tenersi sufficientemente lontana da tutte le questioni relative alle convinzioni religiose e filosofiche, non dia tutte le garanzie di imparzialit\u00e0 che ci saremmo aspettati da esso.<\/li>\n<li>Riteniamo che questa debolezza sia dovuta a un angolo di analisi poco accorto, basato su dati troppo limitati e talvolta privi di obiettivit\u00e0.<\/li>\n<li>Riteniamo inoltre che l'approccio privilegiato sia sbilanciato e dia alle \"religioni\", e pi\u00f9 in particolare alle \"religioni tradizionali\", un peso che non ha alcuna relazione con il sostegno che ricevono dai loro seguaci.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Questo squilibrio \u00e8 accentuato dal fatto che i contatti con le istituzioni tengono troppo poco conto dei movimenti dissidenti ed eterodossi e che le donne sono sottorappresentate nelle loro gerarchie.<\/li>\n<li>Abbiamo deliberatamente limitato la nostra analisi alle considerazioni generali del documento. Un'analisi degli esempi nazionali avrebbe appesantito il documento senza fornire ulteriori informazioni rilevanti.<\/li>\n<li>Restiamo convinti delle virt\u00f9 del dialogo, soprattutto quando si tratta di etica, ma crediamo che questo dialogo sia significativo e interessante solo se tutti i partner coinvolti lo fanno con umilt\u00e0, senza pretendere di possedere la Verit\u00e0, e accettando di confrontarsi con il punto di vista degli altri per cercare, insieme, le condizioni per una \"convivenza\" armoniosa. Ci dispiace quindi che l'attuale organizzazione degli incontri, che separa sistematicamente le organizzazioni confessionali da quelle non confessionali, non favorisca questo tipo di incontro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Analisi. <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>1. Filosofia generale del documento<\/em><\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella sua forma attuale, il documento EPRS<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>In quanto organizzazione non confessionale, questo pone dei problemi evidenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come difensori dello Stato imparziale, non contestiamo l'idea di integrare la dimensione religiosa in una riflessione sulle politiche esterne dell'UE, ma siamo comunque molto sorpresi dalla filosofia che emerge dal documento. Ne contestiamo il tono generale. Sono queste le questioni che desideriamo sollevare nella nostra nota, cercando di farlo con uno spirito positivo, senza tuttavia rinunciare alla possibilit\u00e0 di essere critici.<\/p>\n<p><strong>a. Dove sono i non credenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il documento inizia con una dichiarazione di principio: <em>le religioni devono essere prese sul serio<\/em>. In questa introduzione, che afferma che la religiosit\u00e0 crescer\u00e0 parallelamente alla crescita della popolazione, non c'\u00e8 nulla che identifichi il tipo di religiosit\u00e0 di cui stiamo parlando.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, poich\u00e9 l'obiettivo \u00e8 quello di utilizzare la diplomazia per pacificare le relazioni tra i cittadini dei Paesi europei ed extraeuropei, i non confessionali (non credenti, non affiliati o come li si voglia chiamare) dovrebbero essere presi in considerazione in modo molto pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sebbene si possa discutere sull'evoluzione numerica di questo gruppo, non si pu\u00f2 negare la sua esistenza, n\u00e9 il suo contributo ad una <em>vivere insieme<\/em> tollerante e pacifica. \u00c8 paradossale, inoltre, affermare che la modernit\u00e0 ha pi\u00f9 a che fare con il pluralismo che con la secolarizzazione.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> e, allo stesso tempo, di nascondere l'esistenza di un numero di cittadini, di dimensioni variabili a seconda del Paese, che non aderiscono ad alcuna religione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La formulazione dell'introduzione, perch\u00e9 confermata nel resto delle analisi, d\u00e0 l'impressione che il lettore si trovi di fronte a testi dell'Ottocento o del primo Novecento in cui gli autori, credenti, affermano - un po' come il Dottor Knock - che ogni ateo \u00e8 un credente che ignora se stesso.<\/p>\n<p><strong>b. La secolarizzazione \u00e8 destinata a scomparire?<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>i. Una sopravvalutazione del fattore demografico<\/u><\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La dimostrazione - a nostro avviso superficiale - di cui al punto 1.1 dell'introduzione ci sembra molto discutibile. Essa porta a due affermazioni sorprendenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La prima, secondo cui la religiosit\u00e0 aumenter\u00e0 solo per effetto della demografia, sembra servire come premessa per un ragionamento sillogistico: se questa tendenza demografica \u00e8 vera e se le persone continuano ad aderire alla religione in cui sono nate, allora \u00e8 davvero importante tenere conto di queste religioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come per ogni sillogismo, \u00e8 essenziale verificare che le premesse del ragionamento siano corrette prima di accettare la conclusione.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e per invitare a un po' di sfumature.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il primo invito alla cautela riguarda l'affermazione che le persone religiose tendono ad avere pi\u00f9 figli<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Eppure le ricerche dimostrano che la fertilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 strettamente legata al livello socio-economico o al livello di istruzione che al credo religioso. Vale anche la pena di ricordare l'avvertimento di Hans Rosling secondo cui, quando si tratta di statistiche, \u00e8 sempre bene non avere una fede cieca nella crescita lineare.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Dobbiamo quindi considerare questa ipotesi come una semplice previsione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La seconda \u00e8 che l'ateismo e l'agnosticismo aumenteranno solo in due Paesi,<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> ci sembra altrettanto audace. Si basa su un unico studio e sembra essere contraddetto da numerosi altri ricercatori. In ogni caso, la presentazione del documento \u00e8 inesatta dal punto di vista dei fatti, poich\u00e9 il declino dell'adesione alle religioni tradizionali \u00e8 riscontrabile anche in Paesi europei diversi dalla Francia.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inoltre, non vediamo come la crescita demografica di alcuni gruppi religiosi al di fuori dell'Europa possa mettere in discussione la tendenza alla secolarizzazione dei Paesi europei o la pertinenza del modello europeo. E non osiamo immaginare che gli autori del dossier vogliano chiederci di abbandonare questo modello, cos\u00ec come si \u00e8 sviluppato dalla fine del XVIII secolo, perch\u00e9 non saremmo in grado di integrare in futuro le popolazioni migranti.<\/p>\n<p><strong><u>ii. La questione della libert\u00e0 di coscienza<\/u><\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L'approccio esclusivamente demografico, che sembra fornire un argomento a favore di coloro che seppelliscono la secolarizzazione, trascura il fatto che, quando le condizioni sono giuste, le persone possono prendere le distanze dalle religioni tradizionali e soprattutto dalle norme sociali che vogliono promuovere o talvolta imporre.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Ci sembra quindi essenziale non separare la questione del dialogo con le istituzioni da quella della tutela assoluta della libert\u00e0 di coscienza.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Non \u00e8 detto, a questo proposito, che un dialogo che favorisca gli interlocutori pi\u00f9 \"tradizionali\" e \"istituzionali\" faciliti questa aspirazione alla libert\u00e0.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Il panorama religioso europeo e internazionale \u00e8 in continua evoluzione, per cui \u00e8 inevitabile chiedersi a chi rivolgersi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L'altra domanda cruciale in questo contesto \u00e8 se le istituzioni europee intendono discutere le condizioni legali e politiche che devono essere soddisfatte per garantire questa libert\u00e0 di coscienza.<\/p>\n<p><strong><u>iii. La questione dell'imparzialit\u00e0<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L'argomento a favore della collaborazione con le organizzazioni religiose (rispetto alle associazioni civili) si basa sulle somme spese (cfr. \u00a7 3.2.2), nonch\u00e9 sulla possibilit\u00e0 di contattare un gran numero di persone. Non viene menzionata alcuna altra prova dell'efficacia del lavoro delle associazioni religiose, rispetto alla comprovata efficacia delle ONG non confessionali (Amnesty International, Reporters Sans Fronti\u00e8res, Oxfam) nella promozione dei diritti umani, compresa la libert\u00e0 di opinione e di credo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il finanziamento di organizzazioni religiose che svolgono attivit\u00e0 sociali (ad esempio, l'accoglienza dei migranti) solleva inevitabilmente la questione del proselitismo. Il proselitismo \u00e8, ovviamente, un diritto indiscutibile, legato all'esercizio delle libert\u00e0 garantite dagli articoli 9 e 10 della CEDU, ma nella misura in cui queste associazioni sono finanziate dalle autorit\u00e0 pubbliche per questi compiti e svolgono, per cos\u00ec dire, una missione di servizio pubblico, sembra normale chiedere loro di rispettare un dovere di neutralit\u00e0 nel loro lavoro.<\/p>\n<p><strong>c. Quale equilibrio si dovrebbe trovare tra istituzioni e dissidenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come i documenti diffusi al momento del lancio del progetto \"Erasmus delle religioni\", la nota dell'EPRS parla molto di religione senza mai definire con precisione cosa si intende con questo termine. Questa lacuna, che si spiega con il fatto che non esiste una definizione giuridica concordata a livello internazionale del concetto di religione, dovrebbe invitare tutti coloro che desiderano impegnarsi nel \"dialogo con le religioni\" a esercitare grande cautela. In questo contesto, sorgono almeno due domande.<\/p>\n<p><strong><u>i. Tenere conto della diversit\u00e0.<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 impossibile ignorare, soprattutto nel contesto delle relazioni internazionali dell'UE, che ci\u00f2 che \u00e8 religione qui pu\u00f2 non esserlo l\u00e0. La persecuzione dei Testimoni di Geova e lo status di Scientology, riconosciuta come chiesa negli Stati Uniti ma talvolta considerata una setta pericolosa in Francia o in Germania, sono solo alcuni esempi, ma si potrebbero moltiplicare a seconda delle situazioni locali. Gli specialisti sono ben consapevoli di questa difficolt\u00e0, che si aggrava sempre di pi\u00f9. I Pastafariani sono seguaci di una nuova religione o solo lievi fantasisti? I praticanti della Wicca possono inserirsi nel panorama religioso globale?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sebbene queste domande possano essere legittimamente poste, le risposte che ricevono sono molto diverse e dimostrano che le istituzioni che devono rispondere possono farlo solo dopo un'attenta riflessione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Queste semplici osservazioni dimostrano che la reintegrazione della questione religiosa nel regno della diplomazia pone talvolta tanti problemi quante soluzioni.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p><strong><u>ii. La questione della rappresentativit\u00e0.<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le istituzioni religiose tradizionali offrono ovviamente al Parlamento europeo e alla Commissione il vantaggio di essere interlocutori facilmente identificabili. Ma il panorama della religiosit\u00e0 moderna dovrebbe indurre a una seria riflessione sulla rappresentativit\u00e0 di queste istituzioni - e, come corollario, sulla loro legittimit\u00e0 a influenzare i processi legislativi - in un momento in cui la questione dell'adesione a dogmi o dottrine si fa sempre pi\u00f9 acuta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Europa, le statistiche sul divario, ad esempio, tra il numero di battezzati e il numero di persone che frequentano le funzioni religiose mostrano che il concetto di \"comunit\u00e0 religiosa\" non \u00e8 semplice. <em>Appartenere senza credere<\/em>sviluppato dalla Prof.ssa Grace DAVIE<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>\u00e8 pienamente pertinente. Numerosi studi hanno dimostrato che \u00e8 possibile definirsi cattolici, luterani, ortodossi, ecc. senza rispettare alla lettera le prescrizioni etiche delle rispettive autorit\u00e0 teologiche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nessuna delle grandi famiglie religiose classiche pu\u00f2 essere considerata un gruppo omogeneo nel suo rapporto con la dottrina. Tutte comprendono una gamma di sensibilit\u00e0, dalla pi\u00f9 \"fondamentalista\" alla pi\u00f9 \"liberale\".<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>d. Dove sono le donne?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 positivo che tra le preoccupazioni che i servizi esterni dell'UE e il Parlamento desiderano condividere con le religioni e gli altri partner dell'Art. 17, ci siano due questioni importanti: la prevenzione dei conflitti e lo sviluppo. E anche se troppo spesso sembra che lo ignoriamo, queste due questioni riguardano innanzitutto le donne. Per la risoluzione dei conflitti, perch\u00e9 sono, insieme ai bambini, le prime vittime dei conflitti; per lo sviluppo, perch\u00e9 la loro <em>responsabilizzazione<\/em> spesso ha un effetto decisivo sul miglioramento delle condizioni di vita.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2 che ci preoccupa dell'approccio della nota \u00e8 che la strategia che sta prendendo forma prevede principalmente il dialogo con i dignitari religiosi di sesso maschile, che difendono dottrine non sempre molto favorevoli al miglioramento della condizione femminile.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p><strong><em>2. Fonti di informazione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>a. Fonti pluralistiche?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non avendo consultato ciascuna delle numerose fonti citate nel documento, non \u00e8 nostra intenzione metterle in discussione. Tuttavia, ci chiediamo quale sia la predominanza di fonti anglosassoni, o addirittura esclusivamente americane. I ricercatori europei sono inesistenti o incompetenti, oppure la loro assenza \u00e8 dovuta al fatto che il documento \u00e8 scritto in inglese e che gli studi europei non sono sempre tradotti in questa lingua?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 tuttavia difficile credere che, data la differenza tra il posto occupato dalle religioni nel Regno Unito o negli Stati Uniti e quello in paesi altamente secolarizzati come la Francia, i Paesi Bassi o il Belgio, ad esempio, questa scelta sia priva di conseguenze per alcuni orientamenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 inoltre difficile credere che in Europa non si producano ricerche rilevanti. Iniziative come la rete EUREL, l'Observatoire des religions et de la La\u00efcit\u00e9 de l'Universit\u00e9 Libre de Bruxelles (ORELA) e l'Observatoire de la La\u00efcit\u00e9 de l'Universit\u00e9 Libre de Bruxelles (ORELA) e l'Observatoire de la La\u00efcit\u00e9 de Bruxelles. <em>Capire l'incredulit\u00e0<\/em> Universit\u00e0 di Kent<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> sono buoni esempi.<\/p>\n<p><strong>b. Alcuni pregiudizi metodologici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 nostra intenzione contestare la seriet\u00e0 dei sondaggi del Pew Research Center, almeno quando sono condotti in un contesto normale. Ma i dati relativi alla religione e alle credenze sono, per loro stessa natura, delicati, difficili da ottenere e quindi complicati da interpretare. Non \u00e8 quindi fuori luogo chiedersi se negli studi in questione si tenga conto di queste difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mentre negli Stati Uniti \u00e8 prassi comune dichiarare la propria religione, ci\u00f2 non \u00e8 possibile in molti altri Paesi. Chi dichiarerebbe senza esitazione il proprio ateismo in Arabia Saudita, in Iran o persino in Russia? Chi ammetterebbe di appartenere a una religione minoritaria (copti in Egitto, bahaisti in Iran, ecc.) in Paesi in cui l'apostasia \u00e8 penalizzata o addirittura punita con la morte? Ci sembra quindi che le proiezioni sull'evoluzione futura dell'adesione religiosa debbano essere prese con molta pi\u00f9 cautela rispetto ai documenti attuali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Infine, ci sono alcune domande tecniche da porre su alcune previsioni del Pew Research Center, che non possono essere completamente ignorate, come hanno dimostrato diversi articoli critici.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. Come ha scritto Daniel KHANEMAN, bisogna fare attenzione agli scenari.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><\/p>\n<p><strong><em>3. Un altro approccio al dialogo.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>a. Un'anima per l'Europa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Siamo particolarmente delusi, ma anche interrogati, dal passaggio del documento relativo al principio del dialogo avviato alla fine degli anni Novanta da Jacques DELORS e, in particolare, dal suo desiderio di dare <em>un'anima per l'Europa<\/em>. La nostra delusione deriva dal fatto che questo primo tentativo \u00e8 particolarmente poco documentato e presentato qui in modo del tutto superficiale e incompleto. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 deplorevole se si considera che il lavoro di un ricercatore francese, B\u00e9reng\u00e8re Massignon, ha prodotto all'epoca un'analisi abbastanza completa e particolarmente interessante.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>\/<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci preoccupa anche il fatto che l'iniziativa di dialogo, nata da un'idea di Jacques Delors, che si \u00e8 svolta dal 1995 al 2005 sotto il nome di <em>Dare un'anima all'Europa<\/em> e poi <em>Un'anima per l'Europa - etica e spiritualit\u00e0<\/em>. Durante la sua esistenza, questa iniziativa \u00e8 stata presieduta dall'attuale Presidente di AEPL-EU, Claude WACHTELAER.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 lecito interrogarsi sul silenzio della nota su questa esperienza, che ha preceduto l'introduzione del meccanismo dell'articolo 17. Dobbiamo attribuire la colpa alla mancanza di archivi utilizzabili o \u00e8 stato opportuno non sottolineare che questa iniziativa ha organizzato - secondo gli auspici di Jacques Delors - un vero e proprio dialogo interdisciplinare che ha coinvolto credenti e non credenti?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L'obiettivo di Une \u00e2me pour l'Europe era quello di incoraggiare la riflessione sul significato e comprendeva una forte dimensione etica.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. Uno dei criteri di valutazione per il finanziamento dei progetti prevedeva : <em>\"I progetti devono prevedere la partecipazione interreligiosa o ecumenica\/umanista, e anche la cooperazione. I progetti che includono i musulmani a livello locale saranno considerati con particolare interesse\".<\/em><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a><\/p>\n<p><strong>b. Dialogo o clericalismo 2.0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In diverse occasioni abbiamo deplorato che il dialogo con le istituzioni sia organizzato in gruppi separati: <em>credenti<\/em>da un lato, <em>non credenti\", <\/em>di ogni altro. Certo, l'opportunit\u00e0 offerta a tutti i partner di dialogare con le istituzioni \u00e8 molto interessante. Ma il dialogo \"verticale\", in contrapposizione a quello \"orizzontale\", come intendeva Jacques Delors, forse non tiene conto di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale per la produzione di un vero consenso: il confronto delle idee.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ogni partner del dialogo ha - e questa \u00e8 la regola del gioco - la volont\u00e0 di promuovere le proprie idee e presentarle alle autorit\u00e0 politiche dell'Unione. Ma l'assenza di un dialogo orizzontale tra i partner non aiuta a sfumare le rispettive posizioni. Ciascun partner, ritenendo - a torto o a ragione - di detenere la verit\u00e0 sulla questione in oggetto, pu\u00f2 quindi cercare di influenzare le autorit\u00e0 politiche ricorrendo a tutte le forme di relazioni di potere disponibili. A nostro avviso, la richiesta di alcuni partner di intervenire istituzionalmente a monte del processo legislativo non \u00e8 una questione di dialogo - e nemmeno di lobbying in senso stretto - ma di un clericalismo rivisitato che non possiamo accettare. Questa deriva si nota anche nello squilibrio tra organizzazioni confessionali e non confessionali in termini di incontri organizzati dal Parlamento o di oratori invitati a prendere la parola. Abbiamo gi\u00e0 avuto modo in due occasioni di deplorare questo squilibrio in lettere alla signora McGuiness.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>.<\/p>\n<p>4.\u00a0<em style=\"font-weight: bold;\">Conclusioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il documento che abbiamo analizzato ha il merito di esistere. Ma, come avrete capito, \u00e8 tutt'altro che soddisfacente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si basa su scelte concettuali discutibili e non ci sembra che offra sufficienti garanzie per la difesa dei valori del modello europeo di democrazia.<em>unit\u00e0 nella diversit\u00e0<\/em> o <em>convivenza pluralista. <\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Naturalmente, nel contesto delle relazioni internazionali, non si tratta di \"vendere\" il nostro modello come l'unico valido, e comprendiamo quindi che il documento tenga conto di diverse sensibilit\u00e0, anche religiose. Ma resta il fatto che, prima di qualsiasi dialogo tra le comunit\u00e0, \u00e8 necessario promuovere uno dei valori fondamentali condivisi dalla maggior parte dei Paesi dell'UE: la piena libert\u00e0 di coscienza. Non si tratta quindi di utilizzare il dialogo tra istituzioni religiose per avallare i numerosi ostacoli all'esercizio di questa libert\u00e0, che impediscono ai singoli di liberarsi dai confini delle loro comunit\u00e0 ogni volta che lo desiderano.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">D'altra parte, accogliamo con favore il fatto che le istituzioni europee cerchino una prospettiva etica su alcune questioni. Ma non c'\u00e8 motivo di pensare - come \u00e8 avvenuto per troppo tempo - che le risposte a queste domande etiche dipendano esclusivamente dal riferimento a questa o quella forma di trascendenza, relegando in secondo piano tutti gli altri approcci. Per questo diamo molto valore al confronto sereno dei punti di vista e alla ricerca pragmatica di soluzioni ai problemi che tutti dobbiamo affrontare. L'iniziativa \"Un'anima per l'Europa\" ha messo in luce il valore di questo approccio e anche altre voci chiedono di ampliare la pratica del dialogo ovunque sia possibile.<a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il documento dell'EPRS, e pi\u00f9 in generale l'organizzazione del dialogo da parte del PE, merita la stessa critica che il filosofo Fran\u00e7ois DE SMET rivolge alle decisioni della CEDU quando queste riguardano questioni di libert\u00e0 di credo o di religione: \"\u00a0<em>Sebbene sembri logico evitare di estendere la protezione della Convenzione a qualsiasi individuo che si dichiari membro della propria religione, tale approccio favorisce di fatto i culti consolidati ed ermetici e sfavorisce i culti nuovi, singolari e riformatori. Per usare un'analogia con il mondo degli affari, ci si pu\u00f2 legittimamente chiedere se la Corte non stia favorendo monopoli e rendite a scapito dei lavoratori autonomi e dei piccoli imprenditori. <\/em>DE SMET, F., <em>Deus casino, <\/em>PUF<em>, <\/em>2020.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> PERCHOC, P., <em>La religione e le politiche esterne dell'UE, Aumentare l'impegno<\/em>Servizio di ricerca del Parlamento europeo, PE 646.173, 2020. <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/IDAN\/2020\/646173\/EPRS_IDA(2020)646173_EN.pdf\">https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/IDAN\/2020\/646173\/EPRS_IDA(2020)646173_EN.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Si le pluralisme est un syst\u00e8me d&rsquo;organisation politique qui reconna\u00eet et accepte la diversit\u00e9 des opinions et de leurs repr\u00e9sentants, la s\u00e9cularisation porte, elle, sur l&rsquo;autonomie des structures politiques et sociales par rapport aux religions. Cette affirmation m\u00e9lange donc deux concepts qui sont, selon nous, parfaitement distincts. Elle est, pour le surplus, contredite, entre autres, par J\u00fcrgen HABERMAS, qui fait de la s\u00e9cularisation une des caract\u00e9ristiques de la modernit\u00e9.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> \u00c8 l'occasione per ricordare il principio logico \"ex falso sequitur quodlibet\".<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> '<em>Le persone religiose tendono ad avere pi\u00f9 figli\".<\/em>, <em>Religione e politiche esterne dell'UE<\/em>, p.1.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>ROSLING, H., <em>Fattualit\u00e0<\/em>, <em>cap. 3,<\/em> <em>L'istinto della linea retta<\/em>, 2018.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>L'ateismo e l'agnosticismo aumenteranno con molta probabilit\u00e0 in due soli Paesi\u00a0<\/em>USA e Francia, studio EPRS, p.1<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> SCHREIBER, JP, <em>L'evoluzione delle credenze religiose in cifre: i casi singolari di Belgio e Stati Uniti, <\/em>ORELA, Bruxelles.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Ad esempio, il fatto che la Costituzione della Repubblica d'Irlanda invochi l'autorit\u00e0 della Santissima Trinit\u00e0 non ha impedito alla Repubblica di autorizzare l'interruzione volontaria della gravidanza e il matrimonio tra persone dello stesso sesso.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Abbiamo detto alla signora MOGHERIINI che \u00e8 stato un errore, nel contesto del suo progetto Erasmus per le religioni, mettere da parte queste questioni cercando il dialogo\".<em>Non riusciamo a capire perch\u00e9 il rapporto LOKAHI raccomandi di mettere da parte le questioni relative alla FoRB. Che speranza abbiamo di affrontare problemi importanti come l'inclusione sociale o la cittadinanza attiva, quando, allo stesso tempo, perdoniamo scandali come la discriminazione basata sulla religione, gli attacchi alla libert\u00e0 di parola, la condanna dell'apostasia?\". <\/em>(lettera del 6 ottobre 2019).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Sul caso del Libano si veda: JREIJIRY, Roy, <em>Il sistema politico libanese come ostacolo alla mobilitazione collettiva non confessionale: il caso del \"Movimento civile\". <\/em>2015, presentazione al <em>Formattare la non-religione nella societ\u00e0 tardo-moderna - Prospettive istituzionali e legali, Eurel\/Universit\u00e0 di Oslo, 2018.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0 Va ricordato che, sebbene la questione della libert\u00e0 di coscienza non fosse assente dalle preoccupazioni degli estensori del primo emendamento della Costituzione americana, essi si astennero soprattutto dall'istituire una religione, dato che era impossibile mettersi d'accordo su quale scegliere tra quelle esistenti negli Stati fondatori! <em>Il Congresso non far\u00e0 alcuna legge che riguardi l'istituzione di una religione<\/em> non \u00e8 tanto il riflesso di una scelta ideologica quanto una via d'uscita pragmatica da un problema spinoso.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> DAVIE, G. <em>La religione in Gran Bretagna dal 1945: credere senza appartenere<\/em>Londra, 1994.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> RIVA, V. <em>Il dibattito francese sulle radici cristiane dell'Europa. Una riconversione delle risorse politiche e religiose<\/em>, 2006.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> A questo proposito, si veda la Risoluzione 1464(2005) del Consiglio d'Europa, che afferma che :<\/p>\n<ol>\n<li><em>La religione continua a svolgere un ruolo importante nella vita di molte donne europee. Infatti, che siano credenti o meno, la maggior parte delle donne \u00e8 influenzata in un modo o nell'altro dalla posizione delle varie religioni nei confronti delle donne, direttamente o attraverso la loro tradizionale influenza sulla societ\u00e0 o sullo Stato.<\/em><\/li>\n<li><em>Questa influenza \u00e8 raramente innocua: i diritti delle donne sono spesso limitati o calpestati in nome della religione. La maggior parte delle religioni insegna che donne e uomini sono uguali davanti a Dio, ma assegna loro ruoli diversi sulla terra. Gli stereotipi di genere motivati dalle credenze religiose hanno dato agli uomini un senso di superiorit\u00e0 che ha portato a un trattamento discriminatorio delle donne da parte degli uomini, fino a ricorrere alla violenza.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> <a href=\"https:\/\/research.kent.ac.uk\/understandingunbelief\/\">https:\/\/research.kent.ac.uk\/understandingunbelief\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> De F\u00e9o, A., <em>Perch\u00e9 le cifre sul numero di musulmani in Europa sono inaffidabili<\/em><em>, <\/em><a href=\"http:\/\/www.slate.fr\/story\/155276\/statistiques-musulmans-europe-pew-research-center\">http:\/\/www.slate.fr\/story\/155276\/statistiques-musulmans-europe-pew-research-center<\/a>, 2017<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> <em>'<\/em><em>&lsquo;They constructed a very complicated scenario and insisted on calling it highly probable. It is not\u00a0: it is only a plausible story\u201d, <\/em>a Daniel KAHNEMAN, <em>Pensare velocemente e lentamente,<\/em> Londra, 2011.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Si veda il punto 2.2.1 del documento e in particolare la nota 10.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> MASSIGNON, B., <em>Dei e funzionari, religioni e laicit\u00e0 nella sfida dell'integrazione europea, <\/em>Rennes, 2007, in particolare il capitolo IV.<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a><em> '<\/em><em>Siamo a un crocevia della storia europea in cui il dibattito sul significato diventa essenziale. La costruzione dell'Europa deve essere compresa non solo nella sua dimensione economica e politica, ma anche spirituale ed etica. Il nostro obiettivo \u00e8 incoraggiare coloro che sono consapevoli di questa sfida a dare il loro contributo specifico all'unificazione dell'Europa\", Crit\u00e8res pour l'acceptation des projets, in MASSSIGNON, B., op. cit. p. 184, nota 5. <\/em><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> <em>MASSSIGNON, B., op. cit, p. 184.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> \" [...[\u00a0<em>Ognuno ha ovviamente diritto alle proprie opinioni, compresi M. JUREK o il vescovo HOOGENBOOM. Ma quando l'incontro d\u00e0 loro l'opportunit\u00e0 di parlare - per cos\u00ec dire - dal pulpito, essi occupano una sorta di posizione di superiorit\u00e0 morale nei confronti delle persone che non sono membri di una Chiesa e che sono sedute in panchina. Questi pochi esempi giustificano le nostre ripetute richieste di un dialogo pi\u00f9 equilibrato tra le Istituzioni, le Chiese e le organizzazioni non confessionali. La signora BYRNE ha giustamente invocato maggiori progressi verso un'Europa pluralista. Siamo convinti che questa Europa pluralista, che apre lo spazio per una convivenza pacifica, si realizzer\u00e0 meglio con un dialogo che permetta di creare qualche contraddizione. Di fronte al moralismo di una parte, l'altra reagir\u00e0 solo con la crisi e la mancanza di volont\u00e0 di trovare un terreno comune per il progresso. Pur essendo per lo pi\u00f9 non credenti, non abbiamo alcuna ostilit\u00e0 nei confronti della fede. Ma il clericalismo - e con questo intendiamo il dominio della societ\u00e0 civile da parte di gruppi religiosi - \u00e8 un ostacolo alla convivenza pacifica di persone con diverse visioni del mondo religiose o laiche, peggio ancora, \u00e8 persino un ostacolo, per i credenti, all'esercizio pacifico della libert\u00e0 religiosa\". <\/em>La nostra lettera del 12 dicembre 2018<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/359290D1-7068-4E9C-8744-061E19F05B4C#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> \u00a0\u00a0<em>[<\/em><em>6.17] \"\u00a0<\/em><em>\u00c8 stato riconosciuto da tempo che sono necessari sforzi particolari per promuovere l'impegno tra giovani di fedi e credenze diverse. \u00c8 inoltre necessario un dialogo pi\u00f9 intenso che si concentri specificamente sull'impegno tra chi \u00e8 religioso e chi non lo \u00e8, con una variet\u00e0 di modelli di impegno di persone non religiose con partner di dialogo di una, due o pi\u00f9 tradizioni religiose. Come si evince dal presente rapporto, \u00e8 essenziale che il libero dibattito sulla laicit\u00e0 e sul posto della religione e delle convinzioni personali nella pubblica piazza continui ad andare avanti; tuttavia, \u00e8 necessario anche un dialogo strutturato sui contenuti sostanziali delle diverse tradizioni filosofiche, oltre che religiose. <\/em><\/p>\n<p><em>Esiste un'ampia gamma di prospettive e credenze non religiose, proprio come tra coloro che hanno un impegno religioso. Ma non esistono comunit\u00e0 non religiose nello stesso senso in cui esistono comunit\u00e0 di fede individuali e questo \u00e8 un fattore importante nell'organizzazione di processi di dialogo pi\u00f9 ampi. <\/em><\/p>\n<p><em>La British Humanist Association, ad esempio, non pretende di rappresentare tutti coloro che non sono religiosi. Tuttavia, attualmente dispone di un responsabile del dialogo che pu\u00f2 aiutare a facilitare la partecipazione degli umanisti agli eventi di dialogo.<\/em><em>19 <\/em><em>In Scozia, negli ultimi anni si sono registrati progressi significativi nello sviluppo di un impegno regolare tra le Chiese scozzesi e la Societ\u00e0 Umanista Scozzese (HSS). Come si \u00e8 detto nel capitolo 4, nel 2014 la Chiesa di Scozia e la HSS hanno prodotto congiuntamente un documento sulla sostituzione del requisito di una regolare osservanza religiosa nelle scuole con un momento di riflessione\".<\/em><\/p>\n<p>BUTLER-SLOSS, La Baronessa Elizabeth, <em>Rapporto della Commissione sulla religione e il credo nella vita pubblica britannica, <\/em><em>Vivere con la differenza,<\/em><em> comunit\u00e0, diversit\u00e0 e bene comune, <\/em>2015<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Religione e politiche esterne dell'UE. Un'analisi critica.  Sintesi. 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